venerdì, dicembre 08, 2006

Lo stile del Web

Questo libro per me ha avuto una storia lunghissima.
Un po' come nel film "Nata ieri" ("Born yesterday") con Melany Griffith dove lei si cimenta a leggere un mattone di libro che tutti dicono di aver letto (ma poi si scopre che nessuno lo ha fatto), così a me è capitato che parecchie persone si vantassero di averlo letto (del resto non è una grossa impresa dato che sono circa 190 pagine).

Poi una mia cara amica me l'ha prestato (ormai da 7 anni!!! Grazie Barbara!) perché era tra i libri del suo corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Insomma, ce lo avevo lì, sullo scaffale da 7 anni, lo aprivo e non mi prendeva, leggevo due righe e lo riponevo e finalmente settimana scorsa ho fatto full immersion e l'ho letto.

Del resto, del resto dovevo scoprire perché tutti lo consigliano!

Il libro è scritto in modo accademico. Ci sono milioni di riferimenti al pensiero di Tizio e di Caio ed effettivamente il pensiero di Carlini è celato dietro tanti altri nomi e si stenta a trovarlo.

Antipatico è questo modo di riferirsi a Internet con" L "e apostrofo che, anche se corretto, mi da l'impressione che non parli di Internet come la conosciamo tutti.
Del resto in Italia è entrato nel linguaggio comune dire "Sto navigando su Internet" e non "Sto navigando sull'Internet" e se lo Zingarelli può inserire "lampadato" tra i nuovi lemmi della lingua italiana, noi potremmo ben usare Internet senza l'articolo!

Altro leggero disappunto l'ho provato quando Carlini in un paragrafo ha criticato il sistema di classificazione degli argomenti di Yahoo dicendo che non prendeva in considerazione il sistema di classificazione decimale inventato da Melvil Dewey nel 1876 e usato in moltissime biblioteche. Certo sfido l'utente comune, me compresa, a capire a cosa possa rimandare un pulsante con la scritta "Scienze pure" oppure "Scienze applicate" o "Scienze sociali" e "Scienze del Linguaggio".

Poi un sacco di digressioni sulla storia della scrittura, della comunicazione, dell'uomo stesso, trattate in modo troppo generico per poter dire che mi abbiano fornito nuovi spunti di interpretazione dello strumento.

E, a tratti, invece, troppo specifico su alcuni argomenti, che non hanno proprio ragione di esistere nel contesto di un libro che alla fine fornisce solo una panoramica delle potenzialità di Internet.

E' vero, il libro è del 1999 e magari se lo avessi letto 7 anni fa mi avrebbe, forse, fatto un'altra impressione.

Però, attualmente, sto rileggendo anche "Web usability" di Jakob Nielsen e devo dire che, pur avendo la stessa età de "Lo Stile del Web", nel primo ci sono alcune intuizioni dell'autore davvero molto attuali.

Insomma, un libro che sa di polvere quando la polvere su Internet non si è ancora depositata. E il mio dubbio su cosa ci abbiano trovato di particolare coloro che me lo hanno raccomandato vivamente, resta.

Lo consiglio a chi è abituato a un tipo di linguaggio, di ambiente e di cultura a cui piace astrarre piu' che trovare soluzioni pratiche. Ai professionisti del Web, invece, lo consiglio solo per togliersi lo sfizio di rispondere "Sì, l'ho letto anche io" al prossimo che ve lo raccomanderà.

Titolo: Lo Stile del Web
Autore: Franco Carlini
Anno: 1999
Editore: Einaudi