domenica, marzo 02, 2008

La caffettiera del masochista

Questo libro me lo avevano consigliato qualche anno fa, poi come al solito l'ho dimenticato e ora che mi sto interessando al design in genere (anche di tipo industriale) e all'usabilità delle applicazioni, naturalmente me lo sono ritrovato davanti di nuovo.

Ho scoperto, con grande sorpresa, che è un libro abbastanza datato, infatti è del 1988. Leggendolo, infatti, fanno sorridere alcuni concetti ormai del tutto superati come ad esempio lo studio di un rubinetto più funzionale: lo standard adesso è il classico miscelatore di acqua calda/fredda che con la rotazione gestisce il calore e con lo spostamento in alto o in basso della leva il volume dell'acqua.

Però, ci sono concetti che lo rendono comunque un libro interessante da leggere anche oggi: il problema della velocità dell'innovazione tecnologica di adesso contrapposta al perfezionismo dell'artigianato dei tempi andati, la questione dell'aumento esponenziale delle funzioni aggiuntive di qualsiasi tipo di prodotto da gestire in maniera usabile per l'utente finale, il fatto increscioso che un prodotto con un design innovativo molto probabilmente ha bisogno di almeno 5 rielaborazioni prima di raggiungere la sua forma di utilizzo ottimale, ma purtroppo l'interesse dimostrato dal pubblico alla sua prima uscita sul mercato ne determina il fallimento o l'eventuale investimento futuro.

Ma, soprattutto, il concetto cardine del libro è quello di cercare sempre di promuovere e creare un design che preveda l'errore. Infatti, invece di presupporre che l'utente sappia quello che fa, bisogna prevedere che non lo sappia affatto e che sia portato a fare errori, se noi come designer non gli imponiamo dei vincoli che lo costringano a effettuare una e una sola operazione in quel dato momento.

Incredibile è poi il fatto che ora le società cerchino evitare l'errore, poiché l'errore presuppone sempre una perdita di denaro. Infatti, la maggior parte dei disastri della storia, sono dovuti a quanto pare, a segnalazioni di un errore da parte di un sistema mal interpretate dagli operatori che, nel dubbio se eseguire una procedura straordinaria di sicurezza o far risparmiare dei soldi all'azienda, hanno pensato bene, per paura di ripercussioni personali, di procedere su quest'ultima strada.

E poi abbiamo i disastri aerei...


Titolo: La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani
Autore: Donald A. Norman
Anno: 1988
Editore: Giunti

Ancora dalla parte delle bambine

Un libro che all'apparenza non c'entra nulla col Web e invece no!

Perchè l'autrice esamina tutti i contesti in cui si trova a vivere la donna di oggi e, naturalmente, nella sua analisi non poteva mancare Internet. Ed ecco qua cosa ne esce fuori. Che siamo meno pagate sul lavoro, che abbiamo piu' probabilità di attirare frasi denigratorie sul Web, che veniamo importunate perfino su Second Life (incredibile!) e che riusciamo ad attirare l'attenzione on line solo se parliamo di sesso e ricopriamo la classica figura della donna trasgressiva e ninfomane.

Insomma, una bellissima immagine che devo dire posso certamente confermare. Ho ricevuto anche io le mie frasi di sufficienza soprattutto da colleghi maschi di pari livello al mio (se non inferiori) quando ho cercato di portare avanti delle idee scomode, continuo ad essere importunata su Skype tanto che ho dovuto scrivere che ho 80 anni e che lo uso per lavoro, che non parlo di sesso e quindi ho pochi (ma buoni) lettori.

Che dire poi della remunerazione lavorativa? Ogni volta che parlo di soldi con un uomo mi sembra di pronunciare delle bestemmie intollerabili. Hanno tutti quest'idea romantica della dama ottocentesca con la scriminatura dei capelli in mezzo alla testa e impettita sul suo divanetto damascato intenta a ricamare una cifra su una federa, che quando parliamo di lavoro si aspettano sempre che una donna lo faccia per hobby e che non voglia nessun compenso in cambio.

E poi quante donne diventano GURU di qualcosa sul Web? Nessuna. Di GURU uomini, invece, ce ne sono in abbondanza, esperti di tutto e di niente.

Leggetelo anche se siete uomini. Così quando vi capiterà di avere a che fare con una collega in una giornata NO, non darete scontatamente la colpa alla sindrome premestruale, magari vi sorgerà il dubbio che abbia dei buoni motivi che derivano da secoli di concezioni assurde sul ruolo della donna e sugli atteggiamenti che deve assumere anche sul lavoro per essere "tollerata" e non criticata.

Titolo: Ancora dalla parte delle bambine
Autore: Loredana Lipperini
Anno: 2007
Editore: Feltrinelli