<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037</id><updated>2010-01-08T18:13:37.329+01:00</updated><title type='text'>Marcelli's Books</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>16</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-4261950235635877469</id><published>2008-08-01T18:20:00.022+02:00</published><updated>2008-12-05T12:15:15.335+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carriera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maschilismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donne'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ansia da prestazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>La scomparsa delle donne</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/STkMp-eHROI/AAAAAAAAAHE/sS3ZA0kioqY/s1600-h/lascomparsa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276262353724720354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 182px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/STkMp-eHROI/AAAAAAAAAHE/sS3ZA0kioqY/s320/lascomparsa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Sì, lo so che non è il genere di libro che dovrebbe stare in questo blog, ma io sono una donna e in quanto tale non è che sempre abbia voglia di ricoprire il ruolo della professionista in tailleur pantaloni, ligia al dovere e alle discussioni nell'ambito del mio lavoro...anche io leggo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.perezhilton.com/"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;www.perezhilton.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;, mi sono vista N volte Harry ti presento Sally e come lei ho desiderato la torta nuziale con la crema a parte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Insomma, il punto è proprio questo: riconoscere la differenza di genere. &lt;strong&gt;Marina Terragni è incredibile, centra tutto&lt;/strong&gt;: l'ansia da prestazione, la confusione dei sentimenti, i sensi di colpa e i sacrifici che una donna deve patire, anzi, che si impone di patire perchè i carnefici, come le vittime, siamo sempre e quasi solo noi stesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Tanto per ricondurre l'argomento alla mia esperenza di designer e forzarlo all'interno di questo spazio, vi racconto un aneddoto che fa capire &lt;strong&gt;quanta ansia da prestazione abbiamo e quanto ci fa star male questo senso di inadeguatezza perenne, in confronto agli uomini.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Quando sono entrata a far parte degli Specialist Macromedia, io e un'altra ragazza eravamo le uniche 2 donne all'interno di un gruppo di una quarantina di professionisti uomini. Per farci conoscere e integrare, Macromedia aveva organizzato un fine settimana in un agriturismo in Toscana. &lt;strong&gt;Io volevo morire&lt;/strong&gt;: 40 professionisti completamente immersi in discorsi sulla grafica, sulla programmazione dalle 8 di mattina alle 24 della sera. Non capivo un termine, non coglievo neanche una frase, mi sentivo una deficente. Poi mi sono messa sotto, documentata, studiato, preso certificazioni che mi dessero sicurezza (cosa che pochissimi degli altri professionisti avevano), uno sforzo della miseria...&lt;strong&gt;ma la sensazione di essere una deficente era sempre lì al minimo errore.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Il problema, ora me ne rendo conto, è che sono diversa, siamo diverse...gli uomini possono stare 24 ore davanti ad un monitor e poi mettersi a pubblicare post sulle nuove feature del software XYZ...noi no&lt;/strong&gt;. Noi abbiamo bisogno di spaziare, di interessarci a piu' cose, diamo molta importanza alle relazioni, ai sentimenti, ci occupiamo della cura del gatto, della casa, degli amici, dei figli, dei nonni. Non esiste un solo argomento a cui appassionarci, esiste un mondo. Cosa avrei dato per poter parlare di qualcosa di futile in quei tre giorni...che ne so il taglio di capelli di Jennifer Aniston...e invece no...sono stata lì a recitare la parte della designersotuttoio che stava sulle scatole già a me, figuriamoci agli altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Però nel mondo costituito ciò che paga sembra sia essere sempre lì "sul pezzo" (frase che mi fa orrore anche solo mettere nero su bianco), non che sei originale, particolare e differente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Valutiamo la bravura di una persona dal tempo che ci spende a fare un lavoro quando invece in pratica è esattamente il contrario: i piu' in gamba risolvono i problemi in breve tempo, gli incompetenti rimangono inchiodati in eterno. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Altro punto. Le donne fanno figli, vero, ma mica da poco tempo cioè, dovremmo essere abituati a quest'idea, ormai è vecchia come il mondo, eppure è ancora un problema. &lt;strong&gt;Ora la mia proposta è questa, se io ho un figlio e invece di 14 ore a girarmi i pollici e fare finta di lavorare per compiacere eventuali manager, ne facessi 4 e tornassi a casa...non sarebbe un mondo stupendo?&lt;/strong&gt; Se poi quelle 4 me le pagassero come un uomo medio, uno di quelli che leggono la Padania per le 8 ore lavorative e poi fanno gli straordinari pagati, non sarei stra-contenta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;E poi dobbiamo affrontarla e risolverla prima o poi questa paura che un figlio ci inchiodi a casa, coi bigodini e con la vita sociale ridotta alle 4 chiacchiere col macellaio. Ora, invece, la professionista media, molla il figlio alla filippina, entra in un posto squallido alle 9 esce alle 22 in tempo per dare il bacio della buona notte al figlio, e scambia 4 chiacchiere in chat con la collega di scrivania per non farsi beccare dal capo. &lt;strong&gt;Il tutto per uno stipendio che non equipara mai quello del piu' scarso tra i suoi colleghi uomini.&lt;/strong&gt; Svegliamoci il maschilismo ha fallito, ma il femminismo non sta bene...pretendiamo il rispetto delle nostre differenze! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Di questo parla il libro di Marina Terragni, però, per fortuna, detto meglio&lt;/strong&gt;. E parla della scomparsa delle donne...perché se lavoriamo 14 ore, non facciamo figli, parliamo solo di lavoro, andiamo in giro in gessato e imprechiamo come scaricatori di porto (che ormai sono educande in confronto a noi), non siamo donne, ma degli pseudo-uomini. E stiamo seguendo delle regole di uomini anche quando ci imbottiamo di silicone per assomigliare ad un ideale di donna che non è una donna, ma una pornodiva uscita da sogni erotici prettamente maschili. Dobbiamo tornare noi stesse. Essere orgogliose di quello che siamo. Rispondere "Eh 'mbeh?" quando ci fanno notare che non facciamo quello che gli uomini farebbero. Fregarcene della carriera, del dimostrare sempre quanto valiamo e del sentirci sempre fuori posto...solo allora faremo carriera, ci sarà riconosciuto un valore e ci integreremo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Bellissimo e da leggere assolutamente,&lt;/strong&gt; uomini o donne che siate perché il mondo (lavorativo e no) va troppo male...ci vuole di nuovo una sana visione della vita. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Titolo: La scomparsa delle donne. Maschile, femminile e altre cose del genere.&lt;br /&gt;Autore: Marina Terragni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Anno: 2008&lt;br /&gt;Editore: Mondadori&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-4261950235635877469?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/4261950235635877469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=4261950235635877469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/4261950235635877469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/4261950235635877469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2008/08/la-scomparsa-delle-donne.html' title='La scomparsa delle donne'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/STkMp-eHROI/AAAAAAAAAHE/sS3ZA0kioqY/s72-c/lascomparsa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-4562783132123107927</id><published>2008-06-02T12:44:00.036+02:00</published><updated>2008-12-11T18:18:51.284+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sgabelli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='infodomestici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='design'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='telefoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='usabilità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='computer invisibili'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='norman'/><title type='text'>Il computer invisibile.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/SElzA8dmVhI/AAAAAAAAAGc/oCIvny5UlRg/s1600-h/computer.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208820904098158098" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/SElzA8dmVhI/AAAAAAAAAGc/oCIvny5UlRg/s320/computer.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Purtroppo, rispetto al precedente libro di Norman, "La caffettiera del masochista", non ho trovato questo né altrettanto interessante né tantomeno scorrevole anche se gli argomenti trattati sono piu' attuali e attinenti alla nostra realtà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Innanzi tutto, Norman parte da un concetto: &lt;strong&gt;quello di trasformare il computer come è ora in tanti "infodomestici" separati con delle finalità precise,&lt;/strong&gt; ad esempio, l'infodomestico per scrivere, l'infodomestico giardiniere, l'infodomestico dedicato alla fotografia ecc.&lt;strong&gt; e di rendere la loro tecnologia sempre piu' invisibile all'occhio umano,&lt;/strong&gt; in modo che l'utente possa dedicarsi solo al risultato di ciò che deve ottenere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;L'idea è buona e giusta&lt;/strong&gt; solo che viene riproposta in N varianti minimamente differenti per tutta la durata del libro. Al terzo capitolo che ripeteva lo stesso concetto (che ho sinteticamente riportato sopra!), ho cominciato a vacillare e a perdere il gusto della lettura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Altri concetti che ritroverete piu' e piu' volte ripetuti sono: &lt;strong&gt;la dinamica di acquisizione degli utenti&lt;/strong&gt; (quando esce una nuova tecnologia i primi utenti ad essere acquisiti sono i fanatici che sono interessati al maggiore contenuto tecnologico e alle migliori prestazioni, mano a mano che la tecnologia si stabilizza arrivano gli utenti della seconda ondata ovvero quelli che vogliono meno problemi e piu' affidabilità), &lt;strong&gt;l'ipotesi commerciale di successo sotto forma della metafora dello sgabello &lt;/strong&gt;(il prodotto è rappresentato come una seduta di uno sgabello i cui tre piedi sono costituiti dalla tecnologia, dal marketing e dall'esperienza dell'utente e che devono essere di pari livello), &lt;strong&gt;l'idea che non sempre la tecnologia migliore sia quella che risulta vincente e diffusa tra gli utenti&lt;/strong&gt; (in questo caso riporta N volte l'esempio del fonografo di Edison).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Due gli argomenti che mi trovano in estremo disaccordo.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Il primo, &lt;strong&gt;che una persona che lavora da vent'anni con i computer sia abile come un utente delle nuove generazioni&lt;/strong&gt;. Purtroppo per Norman, la vita è implacabile e per quanto vuoi riuscire a tenerti al passo coi tempi, le nuove generazioni hanno uno sprint in piu' soprattutto in ambito tecnologico/informatico. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Lo dico in riferimento a quanto mi compete, è vero che io posso avere l'esperienza delle cose passate e i riferimenti per evitare eventuali problemi futuri, ma &lt;strong&gt;un adolescente di oggi ha di default un abilità con gli strumenti informatici che io, invece, sono riuscita ad acquisire solo con sforzo, tempo e sacrifici&lt;/strong&gt;. E, quindi, molto probabilmente per gli adolescenti di oggi sarà uno scherzo usare sistemi complessi come i personal computer e gli infodomestici saranno strumenti limitati e dedicati ad un pubblico di senior (per intenderci, paragonabili a quello che è per noi oggi il Salvalavita Beghelli rispetto ad un comune cellulare). Pur non volendo affermare con ciò che non siano utili, anzi, ci saranno sempre persone che hanno bisogno di strumenti piu' semplici e usabili o comunque momenti e luoghi che non consentono un uso specifico e impegnato della tecnologia (ad esempio, se mi sta prendendo un infarto sarà sempre meglio avere un Salvalavita Beghelli che un cellulare!)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Il secondo, &lt;strong&gt;che impiantarsi un telefono nell'orecchio non è paragonabile ad inserirsi un pacemaker nel petto.&lt;/strong&gt; Perché quest'ultimo è a scopo curativo, invece un telefonino in un'orecchio lo vedo un buon passo verso la demenza: anzi proporrei di porre fine a quest'era di gente incollata al telefono per dichiarare ufficialmente iniziata la nuova era della gente irreperibile per scelta! Il telefono è una schiavitù e, a questo proposito, ne approfitto per avvertire tutti quelli che mi conoscono che rispondo quando voglio e non richiamo le persone che mi telefonano poiché non sono stata io a cercarle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;In sintesi, &lt;strong&gt;è un libro che consiglio di leggere però con il metodo della lettura veloce&lt;/strong&gt;, tanto se si salta qualcosa lo si ritrova qualche pagina più avanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Titolo: Il computer invisibile. La tecnologia migliore è quella che non si vede.&lt;br /&gt;Autore: Donald A. Norman&lt;br /&gt;Anno: 2005&lt;br /&gt;Editore: Apogeo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-4562783132123107927?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/4562783132123107927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=4562783132123107927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/4562783132123107927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/4562783132123107927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2008/06/il-computer-invisibile.html' title='Il computer invisibile.'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/SElzA8dmVhI/AAAAAAAAAGc/oCIvny5UlRg/s72-c/computer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-6264107799783025106</id><published>2008-05-11T19:10:00.010+02:00</published><updated>2008-12-11T18:18:51.475+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pirateria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pirateria del software'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='criminali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='occidente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tribalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='illegale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oriente'/><title type='text'>Economia canaglia.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/SCcu5K3-sGI/AAAAAAAAAF0/sWEu0SSSdvc/s1600-h/canaglia.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199175854529097826" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/SCcu5K3-sGI/AAAAAAAAAF0/sWEu0SSSdvc/s320/canaglia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Cosa accomuna il crollo del muro di Berlino, il numero crescente di disoccupati, la prostituzione, il traffico di stupefacenti, Internet, la pesca illegale, la diffusione delle malattie, la pirateria e la pirateria del software, il surriscaldamento globale e la perdita di potere delle nazioni?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L'economia canagli&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;a.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Un libro rivelatore questo &lt;strong&gt;scritto da Loretta Napoleoni, che si legge tutto d'un fiato e ti lascia stravolto&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Perché un fatto democratico, quale il crollo del muro, si è trasformato in un problema globale? &lt;strong&gt;Perché l'economia occidentale tende a creare denaro dal denaro producendo sempre meno ricchezza e benessere per tutti&lt;/strong&gt;, ma arricchendo solo pochi speculatori? Perché la misteriosa bellezza orientale nasconde una mancanza totale di rispetto dei diritti umani, ambientali, etici? &lt;strong&gt;Perché le nazioni si preoccupano sempre di piu' di diffondere informazioni parziali, che stimolano il terrore, la paura e nascondono veri interessi e obiettivi discutibili&lt;/strong&gt;? &lt;strong&gt;Perché le uniche organizzazioni che sono riuscite a sfruttare rapidamente i vantaggi della globalizzazione sono state le organizzazioni di natura criminale&lt;/strong&gt;? Perché virtualmente anche Internet mostra questo aspetto abbietto dell'ordine mondiale? Perché l'unica risposta alla mancanza di una legislazione mondiale sembra essere quella di tornare ad un tribalismo feroce e senza regole?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Il film Matrix è niente al confronto: dopo la lettura di questo libro e di altri dello stesso genere che mi stanno coinvolgendo sempre di piu', guarderete il mondo con occhi diversi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;L'autrice però ci lascia una speranza, dice che le migliori e grandi rivoluzioni mondiali sono avvenute dopo periodi storici di grande caos. E questo è uno di quelli. Speriamo abbia ragione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Titolo: Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale.&lt;br /&gt;Autore: Loretta Napoleoni&lt;br /&gt;Anno: 2008&lt;br /&gt;Editore: Il Saggiatore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-6264107799783025106?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/6264107799783025106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=6264107799783025106' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/6264107799783025106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/6264107799783025106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2008/05/economia-canaglia.html' title='Economia canaglia.'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/SCcu5K3-sGI/AAAAAAAAAF0/sWEu0SSSdvc/s72-c/canaglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-5998403489021219084</id><published>2008-03-02T13:05:00.008+01:00</published><updated>2008-12-11T18:18:51.792+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saggi'/><title type='text'>La caffettiera del masochista</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/R8qflsnVvCI/AAAAAAAAAEw/7czkyf3HN7M/s1600-h/caffettiera.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173122591968574498" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/R8qflsnVvCI/AAAAAAAAAEw/7czkyf3HN7M/s320/caffettiera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Questo libro me lo avevano consigliato qualche anno fa, poi come al solito l'ho dimenticato e ora che mi sto interessando &lt;strong&gt;al design in genere (anche di tipo industriale) e all'usabilità delle applicazioni&lt;/strong&gt;, naturalmente me lo sono ritrovato davanti di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ho scoperto, con grande sorpresa, &lt;strong&gt;che è un libro abbastanza datato, infatti è del 1988&lt;/strong&gt;. Leggendolo, infatti, fanno sorridere alcuni concetti ormai del tutto superati come ad esempio &lt;strong&gt;lo studio di un rubinetto più funzionale&lt;/strong&gt;: lo standard adesso è il classico miscelatore di acqua calda/fredda che con la rotazione gestisce il calore e con lo spostamento in alto o in basso della leva il volume dell'acqua.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Però, &lt;strong&gt;ci sono concetti che lo rendono comunque un libro interessante da leggere anche oggi:&lt;/strong&gt; il problema della &lt;strong&gt;velocità dell'innovazione tecnologica&lt;/strong&gt; di adesso contrapposta al perfezionismo dell'artigianato dei tempi andati, la questione &lt;strong&gt;dell'aumento esponenziale delle funzioni aggiuntive&lt;/strong&gt; di qualsiasi tipo di prodotto da gestire in maniera usabile per l'utente finale, il fatto increscioso che &lt;strong&gt;un prodotto con un design innovativo molto probabilmente ha bisogno di almeno 5 rielaborazioni&lt;/strong&gt; prima di raggiungere la sua forma di utilizzo ottimale, ma purtroppo l'interesse dimostrato dal pubblico alla sua prima uscita sul mercato ne determina il fallimento o l'eventuale investimento futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ma, soprattutto, &lt;strong&gt;il concetto cardine del libro è quello di cercare sempre di promuovere e creare un design che preveda l'errore&lt;/strong&gt;. Infatti, invece di presupporre che &lt;strong&gt;l'utente sappia quello che fa, bisogna prevedere che non lo sappia affatto e che sia portato a fare errori, se noi come designer non gli imponiamo dei vincoli che lo costringano a effettuare una e una sola operazione in quel dato momento.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Incredibile è poi il fatto che ora le società cerchino evitare l'errore&lt;/strong&gt;, poiché l'errore presuppone sempre una perdita di denaro. Infatti, la maggior parte dei disastri della storia, sono dovuti a quanto pare, &lt;strong&gt;a segnalazioni di un errore da parte di un sistema mal interpretate dagli operatori&lt;/strong&gt; che, nel dubbio se eseguire una &lt;strong&gt;procedura straordinaria di sicurezza o far risparmiare dei soldi all'azienda&lt;/strong&gt;, hanno pensato bene, per paura di ripercussioni personali, di procedere su quest'ultima strada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;E poi abbiamo i disastri aerei...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Titolo: La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani&lt;br /&gt;Autore: Donald A. Norman&lt;br /&gt;Anno: 1988&lt;br /&gt;Editore: Giunti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-5998403489021219084?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/5998403489021219084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=5998403489021219084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/5998403489021219084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/5998403489021219084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2008/03/la-caffettiera-del-masochista.html' title='La caffettiera del masochista'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/R8qflsnVvCI/AAAAAAAAAEw/7czkyf3HN7M/s72-c/caffettiera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-7711528051493079819</id><published>2008-03-02T12:22:00.010+01:00</published><updated>2008-12-11T18:18:52.008+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Ancora dalla parte delle bambine</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/R8qW0cnVvBI/AAAAAAAAAEo/DxXBkAiUxcI/s1600-h/bambine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173112949766994962" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/R8qW0cnVvBI/AAAAAAAAAEo/DxXBkAiUxcI/s320/bambine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Un libro che all'apparenza non c'entra nulla col Web e invece no!&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Perchè &lt;strong&gt;l'autrice esamina tutti i contesti in cui si trova a vivere la donna di oggi&lt;/strong&gt; e, naturalmente, &lt;strong&gt;nella sua analisi non poteva mancare Internet.&lt;/strong&gt; Ed ecco qua cosa ne esce fuori. &lt;strong&gt;Che siamo meno pagate sul lavoro,&lt;/strong&gt; che &lt;strong&gt;abbiamo piu' probabilità di attirare frasi denigratorie sul Web&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;che veniamo importunate perfino su Second Life&lt;/strong&gt; (incredibile!) e &lt;strong&gt;che riusciamo ad attirare l'attenzione on line solo se parliamo di sesso&lt;/strong&gt; e ricopriamo la classica figura della donna trasgressiva e ninfomane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Insomma, &lt;strong&gt;una bellissima immagine che devo dire posso certamente confermare&lt;/strong&gt;. Ho ricevuto &lt;strong&gt;anche io le mie frasi di sufficienza&lt;/strong&gt; soprattutto da colleghi maschi di pari livello al mio (se non inferiori) quando ho cercato di portare avanti delle idee scomode, &lt;strong&gt;continuo ad essere importunata su Skype&lt;/strong&gt; tanto che ho dovuto scrivere che ho 80 anni e che lo uso per lavoro, che &lt;strong&gt;non parlo di sesso e quindi ho pochi (ma buoni) lettori&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Che dire poi della remunerazione lavorativa? Ogni volta che parlo di soldi con un uomo mi sembra di pronunciare delle bestemmie intollerabili. Hanno tutti quest'idea romantica della dama ottocentesca con la scriminatura dei capelli in mezzo alla testa e impettita sul suo divanetto damascato intenta a ricamare una cifra su una federa, che quando parliamo di lavoro si aspettano sempre &lt;strong&gt;che una donna lo faccia per hobby e che non voglia nessun compenso in cambio.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;E poi quante donne diventano GURU di qualcosa sul Web? &lt;strong&gt;Nessuna.&lt;/strong&gt; Di GURU uomini, invece, ce ne sono in abbondanza, esperti di tutto e di niente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Leggetelo anche se siete uomini&lt;/strong&gt;. Così quando vi capiterà di avere a che fare con una collega in una giornata NO, non darete scontatamente la colpa alla sindrome premestruale, magari vi sorgerà il dubbio che abbia dei buoni motivi che derivano da secoli di concezioni assurde sul ruolo della donna e sugli atteggiamenti che deve assumere anche sul lavoro per essere &lt;strong&gt;"tollerata"&lt;/strong&gt; e non criticata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Titolo: Ancora dalla parte delle bambine&lt;br /&gt;Autore: Loredana Lipperini&lt;br /&gt;Anno: 2007&lt;br /&gt;Editore: Feltrinelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-7711528051493079819?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/7711528051493079819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=7711528051493079819' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/7711528051493079819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/7711528051493079819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2008/03/ancora-dalla-parte-delle-bambine.html' title='Ancora dalla parte delle bambine'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/R8qW0cnVvBI/AAAAAAAAAEo/DxXBkAiUxcI/s72-c/bambine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-1202989837042415366</id><published>2007-06-23T20:48:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T18:18:52.217+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Perché il software fa schifo...</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5079343302346639234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/Rn1z0myhh4I/AAAAAAAAACw/GNxaCQysWCI/s320/softwareschifo.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Eh! Ce lo chiediamo tutti!&lt;/strong&gt; E in parte ero giunta anche io alle conclusioni di Platt.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un libro bello, interessante, convincente, che fa ridere ma non così tanto come c'è scritto nella quarta di copertina.&lt;strong&gt; In fondo dice quasi tutte verità c'è poco da ridere...&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Verità numero uno:&lt;/strong&gt; quando creiamo un software, una pagina web, un form per la raccolta dati, un aggeggio qualsiasi che serva all'utente comune per fare qualcosa, ci soffermiamo maggiormente sulla logica strutturale del software piu' che sulla semplicità di utilizzo per l'utente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Verità numero due:&lt;/strong&gt; io non sono l'utente e non so cosa l'utente vuole. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Verità numero tre:&lt;/strong&gt; la sicurezza su internet resterà sempre un' utopia fin quando non terremo conto del fattore "&lt;strong&gt;post-it con le password attaccato al monitor"&lt;/strong&gt; (per cui tutti quei sistemi di aggiornamento delle password semestrali sono del tutto inutili).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Verità numero quattro:&lt;/strong&gt; bisognerebbe dare fastidio a chiunque crea del software scadente...dico bisognerebbe perché &lt;strong&gt;ciò vale per qualsiasi Paese del mondo eccetto l'Italia. Da noi è del tutto inutile.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Verità numero cinque:&lt;/strong&gt; gli sviluppatori sono molto intelligenti ma usano sicuramente un cambio manuale (in Italia siamo tutti un po' sviluppatori!!!).&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Verità numero sei:&lt;/strong&gt; le donne sono esseri superiori, capiscono quando il gioco non vale la candela molto prima di qualunque uomo e soprattutto non esitano ad usare un cambio automatico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Unica pecca di Platt:&lt;/strong&gt; anche lui è uno smanettone troppo convinto, infatti il controllo dei codici a barre dei prodotti è uno strumento attualmente in uso e la coop dove vado io lo usa già da un paio di anni (sì ok il peso del carrello è una stupidaggine).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Da leggere sicuramente (capito Emanuele?!?!) soprattutto &lt;strong&gt;per avere il privilegio di possedere il libro dell'autore della mitica Legge dell'Esplosione Esponenziale delle Stime&lt;/strong&gt; che ora appenderò nella mia postazione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;"Qualunque progetto software richiede almeno tre volte il tempo che hai stimato, anche se gli applichi questa legge".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Perché il software fa schifo...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; David S. Platt&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 2007&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Mondadori Informatica&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-1202989837042415366?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/1202989837042415366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=1202989837042415366' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/1202989837042415366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/1202989837042415366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2007/06/perch-il-software-fa-schifo.html' title='Perché il software fa schifo...'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/Rn1z0myhh4I/AAAAAAAAACw/GNxaCQysWCI/s72-c/softwareschifo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-3846721243147487045</id><published>2007-04-05T18:14:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T18:18:52.349+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='progettazione'/><title type='text'>Architettura dell'informazione per il World Wide Web</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RhUtWVPNtnI/AAAAAAAAAB4/NfoCmMnIxdw/s1600-h/architettura.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049992418847209074" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RhUtWVPNtnI/AAAAAAAAAB4/NfoCmMnIxdw/s320/architettura.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Non posso nascondere che abbia faticato non poco per digerire questo libro, sicuramente molto interessante e che tocca tutti quegli argomenti che credo siano fondamentali per l'allestimento di un sito web di una certa dimensione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Non poche volte sono andata a leggermi la definizione di TASSONOMIA...che non vuole tutt'ora entrarmi in testa...Cerco su &lt;a href="http://www.garzantilinguistica.it"&gt;&lt;strong&gt;www.garzantilinguistica.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e trascrivo, chi sa che non mi resti in mente una volta che la vedo fissata sul mio blog!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Tassonomia = non com. tassinomia, s. f. la disciplina che si occupa della classificazione e della nomenclatura degli esseri viventi e delle specie fossili: tassonomia zoologica, botanica (estens.) ordinamento sistematico.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ecco, il libro da l'idea proprio di un trattato sui fossili, i due autori Luois Rosenfeld e Peter Morville classificano tutto, catalogano, sezionano, dividono, trovano un nome per ogni cosa, sembrano impegnati in un lavoro di catalogazione a priori su tutto quello che vedono, non solo sui contenuti di un sito web.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Naturalmente non posso essere d'accordo con il commento di Steve Krug alla fine del libro: è riduttivo dire che è "il miglior libro di web design in circolazione", ma del resto Steve Krug semplifica sempre molto le cose: il suo libro &lt;strong&gt;"Don't make me think"&lt;/strong&gt; è il baluardo della semplificazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;No, &lt;strong&gt;non è un libro di web design&lt;/strong&gt;, è un libro che va oltre, che pone nuove questioni aperte, una fra tutte: &lt;strong&gt;ma ci sarà un metodo scientifico per catalogare questa mole di dati che ogni giorno ognuno di noi riversa nella rete? Ci sarà un giorno una figura professionale riconosciuta, che non sarà un web designer, nè un programmatore, nè un project manager, ma un architetto dell'informazione che non avrà altro scopo che quello di dividere, catalogare, gestire, classificare questa mole di dati e trovare sistemi facilitati in modo tale che in automatico i dati finiscano nel gruppo giusto, nella giusta sezione del sito, con il metadato corretto? E soprattutto, riusciranno le società a comprendere la necessità di questa figura professionale?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Non so. &lt;strong&gt;Per ora è difficile anche comprendere nel budget la figura del grafico&lt;/strong&gt;, ma nel frattempo restiamo basiti ad osservare i nostri siti che cedono sotto la mole di informazioni mal gestite, con contenuti che trabordano da ogni singola popup realizzata all'ultimo minuto e per ripiego, che dopo due giorni sono scomposti e disordinati come se avessero due anni. &lt;strong&gt;Le informazioni, i racconti, i documenti, i video, le immagini e quant'altro ci stanno sommergendo come un fiume in piena e mentre annaspiamo cercando di vendere ancora altri contenuti UGC stiamo alimentando lo tsunami, ma nessuno vuole spendere una lira in più per arginare il disastro.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Da leggere per essere pronti a correre ai ripari.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Architettura dell'informazione per il World Wide Web.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Luois Rosenfeld e Peter Morville&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 2002 (seconda edizione)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Tecniche Nuove (collana Hops-Tecnologie)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-3846721243147487045?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/3846721243147487045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=3846721243147487045' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/3846721243147487045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/3846721243147487045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2007/04/architettura-dellinformazione-per-il.html' title='Architettura dell&apos;informazione per il World Wide Web'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RhUtWVPNtnI/AAAAAAAAAB4/NfoCmMnIxdw/s72-c/architettura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-1630137504583624889</id><published>2007-02-18T20:40:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T18:18:52.367+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intrattenimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Il futuro del lavoro - Fatica e ozio nella società postindustriale.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/Rdiy4QWKz3I/AAAAAAAAABY/XmiGt5hNp8w/s1600-h/futurolavoro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5032969263116898162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/Rdiy4QWKz3I/AAAAAAAAABY/XmiGt5hNp8w/s320/futurolavoro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Di recente mi è tornato un libro&lt;/strong&gt; (i miei libri vanno e vengono, sono molto dinamici!) che non ricordavo di avere e&lt;strong&gt; che&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;mi ha lasciato dentro delle sensazioni molto positive&lt;/strong&gt;. Il fatto che me lo sia ritrovato sulla scrivania proprio ora che ho deciso di mettere su un blog con tutti i libri attinenti al Web o in generale al lavoro, mi ha fatto pensare che &lt;strong&gt;non fosse una coincidenza, bensì che questo libro volesse essere pubblicato nell'elenco dei miei preferiti&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ed eccolo qui. &lt;strong&gt;Il Futuro del lavoro di Domenico de Masi&lt;/strong&gt;, professore all'università di Roma, un libro che mi è stato regalato dalla mia amica Barbara nel 1999 e che, devo dire, &lt;strong&gt;a suo tempo mi aveva letteralmente affascinato e ora ho scoperto, rileggendo qualche frase qua e la', che ha davvero influenzato le mie idee sull'argomento&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Purtroppo la memoria umana vacilla&lt;/strong&gt;, di questo libro che ho letto appunto nel 1999 ricordo solo che mi aveva impressionato &lt;strong&gt;l'idea che anche l'ozio fosse produttivo.&lt;/strong&gt; Del resto nella società di oggi, &lt;strong&gt;tutti producono contenuti, ma se non esistessero persone "in ozio" chi ne usufruirebbe??!?!&lt;/strong&gt; Ma rileggendo qualche parola, ho scoperto che molte delle idee che ho pubblicato nel From A' Marcellì...derivano proprio da questo libro! Evidentemente si sono talmente sedimentate nella mia mente che ora le ho fatte mie!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Comunque, strepitoso! &lt;strong&gt;Un libro che sicuramente rileggerò da capo e che consiglio a tutti.&lt;/strong&gt; In fondo sarebbe proprio &lt;strong&gt;il caso di ridare buona fama all'ozio creativo&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;di smetterla con questo stakanovismo inconcludente e di riconoscere che le piu' grandi idee, i migliori pensieri, le maggiori espressioni poetiche, letterarie e umane di tutti i tempi sono derivate proprio da menti che si trovavano in una condizione di ozio.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Una speranza per il futuro, quindi, &lt;strong&gt;un libro che vuole farci tornare ad una condizione più umana&lt;/strong&gt;, che propone un cambiamento, che ci consiglia gli strumenti per lavorare meglio e quindi per essere più felici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Il futuro del lavoro - Fatica e ozio nella società postindustriale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Domenico de Masi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 1999&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Rizzoli&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-1630137504583624889?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/1630137504583624889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=1630137504583624889' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/1630137504583624889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/1630137504583624889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2007/02/il-futuro-del-lavoro-fatica-e-ozio.html' title='Il futuro del lavoro - Fatica e ozio nella società postindustriale.'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/Rdiy4QWKz3I/AAAAAAAAABY/XmiGt5hNp8w/s72-c/futurolavoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-8288487352081369769</id><published>2007-01-28T12:56:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T18:18:52.555+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web marketing'/><title type='text'>Web Marketing 2.0</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RbyV7MqQnlI/AAAAAAAAABA/z2hC8vyHA8k/s1600-h/webmarketing2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RbyV7MqQnlI/AAAAAAAAABA/z2hC8vyHA8k/s320/webmarketing2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025056128481926738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un libro interessante dal quale ho preso tante idee utili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome potrebbe traviare in questa fase di Web 2.0. Infatti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non riguarda assolutamente il Web 2.0, anche se la frase sotto il titolo " La fase 2 della Net Economy" potrebbe essere fuorviante.&lt;/span&gt; E' comunque un libro che ormai ha una certa età essendo stato pubblicato nel 2001 e quindi molto prima dell'esplosione del Web 2.0.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In pratica,  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;analizza le basi del web marketing ovvero come farsi trovare dai motori di ricerca, il permission marketing, la viralità, i nomi di dominio, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Insomma un libro che non può mancare almeno per avere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una buona base su cui partire,&lt;/span&gt; poi naturalmente necessita di approfondimenti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Da parte mia ho trovato interessante il capitolo 8 in cui si parla di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Gestione dei Media: le pubbliche relazioni nell'era digitale".&lt;/span&gt; Per una come me, abituata a pensare solo ed esclusivamente all'on line, capire che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è possibile fare tanta e buona pubblicità all'on line tramite l'off line (ovvero esattamente il contrario di ciò che si è fatto fin'ora)&lt;/span&gt; è stata davvero una scoperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo consiglio, quindi, con gli opportuni approfondimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Web marketing 2.0 - Dal marketing ai profitti. La fase 2 della Net Economy.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Rick E. Bruner - Leland Harden - Bob Heyman&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 2001&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Apogeo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-8288487352081369769?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/8288487352081369769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=8288487352081369769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/8288487352081369769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/8288487352081369769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2007/01/web-marketing-20.html' title='Web Marketing 2.0'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RbyV7MqQnlI/AAAAAAAAABA/z2hC8vyHA8k/s72-c/webmarketing2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-8781385352503607987</id><published>2007-01-14T11:19:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T18:18:52.692+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intrattenimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strutturazione del lavoro'/><title type='text'>A proposito di software...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RaoP1g-CA8I/AAAAAAAAAAo/T5ROHBirHCs/s1600-h/joel2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RaoP1g-CA8I/AAAAAAAAAAo/T5ROHBirHCs/s320/joel2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5019842146715435970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ho approfittato delle vacanze di Natale, per leggermi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il secondo libro di Joel "A proposito di software"&lt;/span&gt;. A mio parere, meno bello del primo, che resta imbattibile nella lista dei miei preferiti, ma, ad ogni modo, molto interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il libro, in questo caso, consiste in una raccolta di articoli, selezionati e commentati da Joel, ma scritti da altri autori.&lt;/span&gt; Forse è questo fatto che me lo fa piacere di meno, perché, comunque, mi aspettavo un libro scritto con il suo stile e la sua personale ironia. Va detto, però, che alcuni autori hanno uno stile altrettanto particolare e che gli argomenti che trattano sono sempre molto originali e validi anche se, purtroppo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;in "A proposito di software" prevalgono gli articoli di natura tecnica rispetto a quelli piu' concettuali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli articoli che io reputo più interessanti c' è quello di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Danah Boyd "Software sociale autistico" &lt;/span&gt;che fa riflettere su alcuni comportamenti strani di chi lavora troppo a contatto coi computer, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Salviamo il Canada dalla Wipo" di Cory Doctorow&lt;/span&gt; che ci insegna a stare attenti alle censure su Internet, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"EA: la storia umana" di un' ea_spouse &lt;/span&gt;che è una testimonianza della follia collettiva che coinvolge le aziende di software sugli orari di lavoro,  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Grandi Hacker" di Paul Graham&lt;/span&gt; che individua il tipo di collaboratore ideale: l'appassionato!, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Quanti dipendenti Microsoft ci vogliono per cambiare una lampadina?" di Eric Lippert &lt;/span&gt;che mette in guardia dalle richieste apparentemente semplici e innocue,  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Le regole di software engineering di Larry #2: I tester non possono essere valutati in base ai test" di Larry Osterman e "La ricompensa del gruppo" di Mary Poppendieck &lt;/span&gt;che studiano il comportamento dei singoli all'interno del gruppo di lavoro e fanno comprendere la necessità, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;per ottenere i massimi risultati lavorativi,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; di ricompense e valutazioni del gruppo rispetto alle singole persone, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Un gruppo è il peggior nemico di se stesso" di Clay Shirky&lt;/span&gt; che studia invece le dinamiche nelle community di utenti e dei loro comportamenti autodistruttivi e poi tanti altri non meno interessanti e istruttivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da leggere, comunque, subito dopo "Joel e il software".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; A proposito di software&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Joel Spolsky e altri autori&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 2006&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Mondadori Informatica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-8781385352503607987?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/8781385352503607987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=8781385352503607987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/8781385352503607987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/8781385352503607987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2007/01/proposito-di-software.html' title='A proposito di software...'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RaoP1g-CA8I/AAAAAAAAAAo/T5ROHBirHCs/s72-c/joel2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-2422183951631382307</id><published>2006-12-08T13:09:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T18:18:52.866+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intrattenimento'/><title type='text'>Lo stile del Web</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RXxOarkFyDI/AAAAAAAAAAM/uv3mXDTPrQU/s1600-h/carlini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5006963106006812722" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RXxOarkFyDI/AAAAAAAAAAM/uv3mXDTPrQU/s320/carlini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Questo libro per me ha avuto una storia lunghissima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un po' come nel film "Nata ieri" ("Born yesterday") con Melany Griffith dove &lt;strong&gt;lei si cimenta a leggere un mattone di libro che tutti dicono di aver letto (ma poi si scopre che nessuno lo ha fatto)&lt;/strong&gt;, così a me è capitato che parecchie persone si vantassero di averlo letto (del resto non è una grossa impresa dato che sono circa 190 pagine). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Poi una mia cara amica me l'ha prestato (ormai da 7 anni!!! Grazie Barbara!) perché era tra i libri del suo corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Insomma, ce lo avevo lì, sullo scaffale da 7 anni, lo aprivo e non mi prendeva, leggevo due righe e lo riponevo e finalmente settimana scorsa ho fatto full immersion e l'ho letto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Del resto, del resto dovevo scoprire perché tutti lo consigliano!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro è scritto in modo accademico.&lt;/strong&gt; Ci sono milioni di riferimenti al pensiero di Tizio e di Caio ed effettivamente il pensiero di Carlini è celato dietro tanti altri nomi e si stenta a trovarlo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Antipatico è questo modo di riferirsi a Internet con" L "e apostrofo che, anche se corretto, mi da l'impressione che non parli di Internet come la conosciamo tutti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Del resto in Italia è entrato nel linguaggio comune dire "Sto navigando su Internet" e non "Sto navigando sull'Internet" e se lo Zingarelli può inserire "lampadato" tra i nuovi lemmi della lingua italiana, noi potremmo ben usare Internet senza l'articolo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Altro leggero disappunto l'ho provato quando Carlini in un paragrafo ha criticato il sistema di classificazione degli argomenti di Yahoo dicendo che non prendeva in considerazione il sistema di classificazione decimale inventato da Melvil Dewey nel 1876 e usato in moltissime biblioteche. &lt;strong&gt;Certo sfido l'utente comune, me compresa, a capire a cosa possa rimandare un pulsante con la scritta "Scienze pure" oppure "Scienze applicate" o "Scienze sociali" e "Scienze del Linguaggio".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Poi un sacco di &lt;strong&gt;digressioni sulla storia della scrittura, della comunicazione, dell'uomo stesso, trattate in modo troppo generico&lt;/strong&gt; per poter dire che mi abbiano fornito nuovi spunti di interpretazione dello strumento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;E, a tratti, invece, troppo specifico su alcuni argomenti, che non hanno proprio ragione di esistere nel contesto di un libro che alla fine fornisce solo una panoramica delle potenzialità di Internet.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;E' vero, il libro è del 1999 e magari se lo avessi letto 7 anni fa mi avrebbe, forse, fatto un'altra impressione. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Però, attualmente, sto rileggendo anche "Web usability" di Jakob Nielsen e devo dire che, pur avendo la stessa età de "Lo Stile del Web", nel primo ci sono alcune intuizioni dell'autore davvero molto attuali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Insomma, un libro che sa di polvere quando la polvere su Internet non si è ancora depositata&lt;/strong&gt;. E il mio dubbio su cosa ci abbiano trovato di particolare coloro che me lo hanno raccomandato vivamente, resta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Lo consiglio a chi è abituato a un tipo di linguaggio, di ambiente e di cultura a cui piace astrarre piu' che trovare soluzioni pratiche. &lt;/strong&gt;Ai professionisti del Web, invece, lo consiglio solo per togliersi lo sfizio di rispondere &lt;strong&gt;"Sì, l'ho letto anche io"&lt;/strong&gt; al prossimo che ve lo raccomanderà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Lo Stile del Web&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Franco Carlini&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 1999&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Einaudi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-2422183951631382307?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/2422183951631382307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=2422183951631382307' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/2422183951631382307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/2422183951631382307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2006/12/lo-stile-del-web.html' title='Lo stile del Web'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ns-ad_tkFME/RXxOarkFyDI/AAAAAAAAAAM/uv3mXDTPrQU/s72-c/carlini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-9170893238527300199</id><published>2006-11-26T11:21:00.000+01:00</published><updated>2006-12-10T19:20:56.436+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strutturazione del lavoro'/><title type='text'>Joel e il software</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/805/563845244778496/1600/984037/joel.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/805/563845244778496/320/700264/joel.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Bello! Un libro che &lt;strong&gt;tutti quelli che lavorano in questo settore, programmatori, grafici, pm, pl ecc., dovrebbero leggere&lt;/strong&gt;. I contenuti spesso non sono accessibili a tutti, perché a Joel piace addentrarsi nei meandri della programmazione ed è difficile seguirlo, ma l'idea di base resta e spesso è sconvolgente nella sua semplicità e chiarezza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ho comprato il suo libro perché un amico mi aveva fatto leggere delle parti del suo blog (&lt;a href="http://www.joelonsoftware.com/"&gt;http://www.joelonsoftware.com/&lt;/a&gt; o in italiano &lt;a href="http://italian.joelonsoftware.com/"&gt;http://italian.joelonsoftware.com/&lt;/a&gt;) e l'avevo trovato subito interessante. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Mi viene da sorridere pensando che questo mio amico, grande sostenitore Java, Linux e affini, mi ha consigliato un blog di un grande sostenitore Microsoft, evidentemente non aveva letto tutti i suoi post!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Comunque il libro è interessantissimo per alcune intuizioni, delle quali ho parlato in "From A' Marcellì" (articolo: "Che bello lavorare quando si hanno certi vantaggi"). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Innanzi tutto l'affermazione che &lt;strong&gt;pochissimi riescono a fare questo lavoro per 8 ore consecutive&lt;/strong&gt;, sfatando il mito dei programmatori indefessi che stanno davanti al monitor 24 ore su 24! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Secondo, che &lt;strong&gt;solo dopo 15 minuti si arriva in quella fase di massima produzione&lt;/strong&gt; e qualsiasi interruzione esterna ha il vantaggio di azzerarti ogni processo mentale. Quindi &lt;strong&gt;a morte gli open space e queste trovate NEW ECONOMY&lt;/strong&gt; per stiparti come un pollo da batteria dentro una singola cella con un'altra cinquantina di polli come te.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Terzo,&lt;strong&gt; i lavori vanno progettati!&lt;/strong&gt; Beh sì strano eh? Pare, così dice, che i lavori mal progettati o non progettati per nulla ti tornano contro come boomerang...ma vah?!?!?!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;E poi tanti consigli su come &lt;strong&gt;impostare il proprio lavoro, il Test di Joel per valutare l'efficenza della tua azienda, link interessanti e libri consigliati da lui&lt;/strong&gt;...che ora mi ordinerò su amazon e vedrò di leggermeli tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Piccola digressione che non riguarda il libro:&lt;/strong&gt; perché in Italia si trovano solo libri di autori locali e solo un paio di quelli degli autori stranieri??? Quando invece ce ne sono tantissimi????&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;In sintesi: &lt;strong&gt;non potete non leggerlo, lo consiglierei anche a mia nonna.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Joel e il Software&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Joel Spolsky&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 2005&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Mondadori Informatica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-9170893238527300199?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/9170893238527300199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=9170893238527300199' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/9170893238527300199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/9170893238527300199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2006/11/joel-e-il-software.html' title='Joel e il software'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-4440886231567879039</id><published>2006-10-29T13:08:00.001+01:00</published><updated>2006-11-08T18:05:46.566+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole di business.</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/805/563845244778496/1600/google.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/805/563845244778496/320/google.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Devo dire che i primi due capitoli del libro non rendono giustizia all'opera nel suo complesso perché è il classico incipit con cui cominciano tutti i libri sulla storia e il successo dei motori di ricerca pubblicati negli ultimi 4 anni. Poi però, "Google e gli altri" riesce ad appassionarti in maniera unica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Sarà quel misto di aneddoti storici e manie dei fondatori dei maggiori motori di ricerca da Altavista ad oggi, sarà che l'autore riesce a spiegare bene anche il punto di vista psicologico dei personaggi, oltre che la filosofia che c'è sempre dietro ad ogni progetto informatico, sarà che alla fine Larry Page e Sergej Brin assomigliano tanto ai tuoi vicini di scrivania...insomma il libro riesce a farti riflettere e a coinvolgerti su tantissime cose.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ad esempio. Interessante il paragone tra il funzionamento di Google e il metodo delle citazioni accademico. Interessantissima, anche se ho scoperto non originale dell'autore, la teoria delle assunzioni a gerarchia di incompetenza (vedi &lt;a href="http://fromatomarcelli.blogspot.com"&gt;"Valutare le competenze" da From A' Marcellì&lt;/a&gt;), curiosa la mania della sedia traballante di Brin e il fatto che Google non si interessi di ricerca su brani musicali perché a Brin non piace la musica, accattivante la filosofia del &lt;strong&gt;"non fare del male"&lt;/strong&gt; che sta dietro a Google, inquietante il prospetto che l'autore fa del futuro della ricerca, della privacy e dell'intervento dei governi in questo ambito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Un libro che parte in sordina ma che poi si rivela una piacevole sorpresa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole di business.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; John Battelle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Cortina Raffaello&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-4440886231567879039?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/4440886231567879039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=4440886231567879039' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/4440886231567879039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/4440886231567879039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2006/10/google-e-gli-altri-come-hanno.html' title='Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole di business.'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-2413824878095658045</id><published>2006-10-29T13:07:00.001+01:00</published><updated>2006-11-08T17:35:21.573+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Cube Farm, Intrappolati in un open space</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/805/563845244778496/1600/cube.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/805/563845244778496/320/cube.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Della serie, "mi hai trattato male e ora ti svergogno"...un libro implacabile, scritto da qualcuno che ha avuto una serie di conti in sospeso da saldare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;A mio parere, però, il libro di Bill Blunden è un scritto in maniera troppo "rancorosa": da l'impressione che l'autore non abbia digerito alcuni fatti prima di parlarne. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Da prendere sempre come esempio delle dinamiche esistenti all'interno delle aziende IT e per gli interessanti consigli che qua e là elargisce a chi si accinge a trovare lavoro in questo settore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un esempio tra tutti, quello di non provare neanche ad accettare un lavoro se ti prenotano un colloquio alle 6 del mattino e a due ore di volo dalla città in cui vivi....vuol dire che di sicuro non ti rispettano e che quella è una prova per testare il tuo livello di sottomissione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Interessanti soprattutto le descrizioni degli atteggiamenti delle persone che lavorano in questo ambiente, spesso l'autore riesce a delineare precisamente un prototipo di personaggio che è facilmente rintracciabile in qualunque società IT.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Mentalmente, associo questo libro a "Alla ricerca della stupidità" di Chapman, anche se effettivamente sono libri molto diversi, sia come impostazione, sia come coinvolgimento nei fatti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Da leggere con empatia e sorvolando su qualche battutina di troppo: in fondo siamo tutti sulla stessa barca.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Cube Farm, Intrappolati in un open space&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Bill Blunden&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 2005&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Mondadori Informatica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-2413824878095658045?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/2413824878095658045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=2413824878095658045' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/2413824878095658045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/2413824878095658045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2006/10/cube-farm-intrappolati-in-un-open-space.html' title='Cube Farm, Intrappolati in un open space'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-6001046884941109306</id><published>2006-10-29T13:06:00.000+01:00</published><updated>2006-10-29T23:35:23.656+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='progettazione'/><title type='text'>Collaborative Web Development: Strategies and Best Practices for Web Teams</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/805/563845244778496/1600/collaborative.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/805/563845244778496/320/collaborative.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un libro che mi ha aperto gli occhi su tutta una serie di imperfezioni a cui ero ormai abituata nello svolgimento del mio lavoro. Elenca in dettaglio tutto ciò che andrebbe fatto per gestire bene un progetto, non necessariamente Web, ma che nessuno normalmente si preoccupa di fare. L'ho letto un po' di anni fa e ancora lo consulto nella speranza che un giorno riesca anche io a mettere in pratica qualcosa di quello che c'è scritto.&lt;br /&gt;Da questo libro ho scoperto che non sono un web designer ma un production artist e che nel preventivo di un lavoro bisognerebbe contemplare anche la fase di test del progetto!!!!&lt;br /&gt;Incredibile!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Collaborative Web Development: Strategies and Best Practices for Web Teams&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; Jessica Burdman &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 1999&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; Paperback&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-6001046884941109306?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/6001046884941109306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=6001046884941109306' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/6001046884941109306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/6001046884941109306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2006/10/collaborative-web-development.html' title='Collaborative Web Development: Strategies and Best Practices for Web Teams'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4619020245225440037.post-6922579570938715033</id><published>2006-10-29T12:35:00.000+01:00</published><updated>2006-11-08T17:13:43.494+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa'/><title type='text'>Alla ricerca della stupidità.20 anni di 'disastri' hi-tech</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger2/805/563845244778496/1600/allaricerca.0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger2/805/563845244778496/320/allaricerca.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un ampia panoramica della storia dell'informatica dal 1975 ai giorni d'oggi, Internet compresa. Il punto di osservazione è quello di un esperto del marketing nonchè persona coinvolta in molte situazioni storiche accennate nel libro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Mi capita, mentalmente, di metterlo in correlazione con Cube Farm, perché entrambi sono libri che partono da un punto di vista soggettivo, quello dell'autore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;C'è però da sottolineare che, mentre Chapman descrive fatti che fanno parte della storia dell'informatica e magari, poi, si sofferma a tratti sulla sua storia personale in rapporto con le situazioni che descrive, l'altro, Cube Farm, compie il processo inverso: parte dalla storia personale dell'autore, intervallando il racconto con situazioni più o meno attendibili storicamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Senza dubbio interessante, soprattutto per gli aneddoti che convolgono le maggiori industrie dell'IT degli ultimi trent'anni, anche se a tratti l'autore appare un po' troppo "guru", quasi come se avesse avuto sott'occhio la situazione già prima che i fatti si concretizzassero davvero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;In generale e senza verificare l'attendibilità di situazioni storiche piu' o meno oggettive, si riescono a capire i sottili meccanismi che girano all'interno di questo mondo e come alla fine tutto sia diventato un groviglio inestricabile di partnership, acquisizioni, progetti concatenati e purtroppo ....fallimenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Alla ricerca della stupidità. 20 anni di disastri hi-tech.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autore:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Merril R. Chapman&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Anno:&lt;/strong&gt; 2004&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editore:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Mondadori Informatica&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4619020245225440037-6922579570938715033?l=books.silviamarcellini.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://books.silviamarcellini.com/feeds/6922579570938715033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4619020245225440037&amp;postID=6922579570938715033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/6922579570938715033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4619020245225440037/posts/default/6922579570938715033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://books.silviamarcellini.com/2006/10/alla-ricerca-della-stupidit20-anni-di.html' title='Alla ricerca della stupidità.20 anni di &apos;disastri&apos; hi-tech'/><author><name>Marcellì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10977253400576401830</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11124712868693206967'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>